Il gatto nero

Un sabato con il caro vecchio Edgar è quello che oggi vi propongo!

Nei tempi a venire, forse, si troverà un intelletto capace di ridurre i miei fantasmi a luogo comune: qualche intelletto più calmo, più logico, e assai meno eccitabile del mio, che nelle circostanze da me descritte con terrore non vedrà nulla di più di un’ordinaria successione di cause ed effetti naturalissimi.

Follia o non follia, il genio di Poe risulta uno dei più fini e tormentati.

Fantasmi, torture, orrore e pazzia si presentano tutte insieme in questo racconto che lascia interdetti (è uno dei miei preferiti!).

Un gatto, poverino, torturato e perseguitato viene ucciso proprio dal padrone.

Infatti, l’uomo, anche se si ritiene una persona che è stata sempre onesta e per bene, finisce in preda a crisi di cui lui stesso non comprende l’origine, prima a cavare l’occhio del gatto e poi ad ucciderlo.

Nostalgico e pentito, prende con sé un gatto identico al precedente. Con lui, la sua follia non vincerà.

Mentre cerca di ucciderlo, la moglie lo scopre e lo ferma.

Ma si sa, la follia è follia, così questi finisce ad uccidere la povera donna.

La nasconde nel muro della cantina e finge che nulla sia accaduto quando la polizia bussa alla sua porta.

E’ salvo, dopo tutto, libero da demoni che non conosce e dal peso legale del cadavere.

Persino intrattiene le guardie vantandosi dei sui muri di casa. Batte colpi per mostrarne la solidità.

Invece, le bugie e le colpe sono sempre fragili e caduche.

Inavvertitamente aveva murato il gatto anche nel muro, che sentendo rumori, miagola come mai!

Una storia che scava l’animo e le viscere!

Autore: Edgar Allan Poe

Editore: vari

Pagine: circa 9 p.

Costo: vario

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Tutti i racconti del mistero, dell’incubo e del terrore. Ediz. integrale