L’assassino. Il ritorno

Robin Hobb, dietro cui si nasconde una scrittrice incredibile, il cui nome è Margaret, è la mente che ha dato vita alla saga de L’assassino.

Trama

Tom lo Striato vive in pace con la famiglia nella tenuta che ha avuto in dono dalla Corona per gli anni di leale servizio. Ma dietro quella facciata di tranquillo e rispettabile signore di campagna si nasconde un passato turbolento. Perché Tom non è altri che FitzChevalier: discendente bastardo della dinastia dei Lungavista ed ex assassino di corte, che tutti credono morto e sepolto.

Per il re si è sporcato le mani di sangue e ha perso ciò che aveva di più caro. Nelle sue stanze conserva ancora una pietra scolpita che ritrae un uomo, un lupo e un giullare. Un tempo, i tre erano amici inseparabili: Fitz, Occhidinotte e il Matto. Ma il secondo è morto da un pezzo e il terzo ha fatto perdere le sue tracce. Fino alla notte in cui una messaggera dalle dita bianche come il ghiaccio bussa alla porta del maniero, per poi sparire nel nulla senza lasciare alcun messaggio – solo una costellazione di stelle di sangue sul pavimento. Chi l’ha mandata, e che ne è stato di lei?

È una notte strana, fatta di oscuri presagi e volti sconosciuti che arrivano a turbare una festa d’inverno.

È il passato violento che fa irruzione all’improvviso nella pace del presente. E, da allora, niente sarà più come prima. Perché Fitz, per proteggere il suo nuovo mondo e le persone che ama, dovrà decidere se tornare a vestire ancora una volta i vecchi panni dell’assassino.

Recensione

Uno dei capisaldi della letteratura fantasy, Hobb riesce a muovere i suoi personaggi in un mondo che ci appare familiare tanto quanto estraneo.

Si possono rintracciare elementi medioevali, molti in realtà, altri propri dell’universo creato ad hoc per la i Lungavista, dinastia di cui Tom lo Striato è uno dei discendenti.

A differenza della trilogia precedente, che incentrava la trama proprio sui Lungavista e il bastardo abbandonato che diverrà l’assassino del re, questo primo libro ci conduce lentamente, e solo alla fine, alla consapevolezza che stiamo leggendo la storia di due protagonisti.

Certo, uno è proprio “Tom”, l’altro è la sua adorata bambina, nata da una gravidanza di due anni e dall’aspetto minuto e insolito.

Nel perfetto stile Hobb, la narrazione è lenta e dettagliata. Nulla sfugge al nostro sguardo di lettore, ma tenete la mente aperta a ogni possibilità perché molte cose saranno svelate solo verso la fine del libro.

La grandezza, per me impareggiabile, di questa scrittrice, consiste nel non riscontrare mai qualcosa di superfluo nel suo racconto e nella sua descrizione a volte maniacale. Tutto ha un senso e un perché. Nessun capitolo riempitivo, nessuna sbavatura.

Non a caso definita da George R.R. MartinIl meglio del fantasy“.

La nostra valutazione

♥♥♥♥♥

Autore: Robin Hobb

Editore: casa editrice Nord

Pagine: 594 pp.

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