I leoni di Sicilia

Dopo più di un anno, finalmente si torna a scrivere.

Non vorrei dire di aver “abbandonato” il mio amato blog per noia, eppure è stato così. Non una noia qualsiasi, comunque, ma una noia dettata dal lockdown, dalla pandemia, dalla mancanza di socialità.

Se i libri sono stati il mio porto sicuro dalla società, era proprio della società che avevo bisogno.

Sono fuggita dai libri per ritrovare un po’ me stessa.

Perdonate la mia fuga, dunque. E accogliete questo articolo come il mio ufficiale “ritorno in pista”.

Ed è di uno dei libri che più ho amato in questi mesi: I leoni di Sicilia.

Essendo un caso letterario, in corsa per diventare un telefilm, sono sicura che se non già letto, ne avrete certo sentito parlare.

Il romanzo racconta le vicende della famiglia Florio. Un romanzo storico e appassionato.

TRAMA

C’è stata una famiglia che ha sfidato il mondo. Una famiglia che ha conquistato tutto. Una famiglia che è diventata leggenda. Questa è la sua storia.

Dal momento in cui sbarcano a Palermo da Bagnara Calabra, nel 1799, i Florio guardano avanti, irrequieti e ambiziosi, decisi ad arrivare più in alto di tutti.

A essere i più ricchi, i più potenti.

E ci riescono: in breve tempo, i fratelli Paolo e Ignazio rendono la loro bottega di spezie la migliore della città, poi avviano il commercio di zolfo, acquistano case e terreni dagli spiantati nobili palermitani, creano una loro compagnia di navigazione…

E quando Vincenzo, figlio di Paolo, prende in mano Casa Florio, lo slancio continua, inarrestabile: nelle cantine Florio, un vino da poveri – il marsala – viene trasformato in un nettare degno della tavola di un re; a Favignana, un metodo rivoluzionario per conservare il tonno – sott’olio e in lattina – ne rilancia il consumo…

In tutto ciò, Palermo osserva con stupore l’espansione dei Florio, ma l’orgoglio si stempera nell’invidia e nel disprezzo: quegli uomini di successo rimangono comunque «stranieri», «facchini» il cui «sangue puzza di sudore».

Non sa, Palermo, che proprio un bruciante desiderio di riscatto sociale sta alla base dell’ambizione dei Florio e segna nel bene e nel male la loro vita; che gli uomini della famiglia sono individui eccezionali ma anche fragili e – sebbene non lo possano ammettere – hanno bisogno di avere accanto donne altrettanto eccezionali: come Giuseppina, la moglie di Paolo, che sacrifica tutto – compreso l’amore – per la stabilità della famiglia, oppure Giulia, la giovane milanese che entra come un vortice nella vita di Vincenzo e ne diventa il porto sicuro, la roccia inattaccabile.

Intrecciando il percorso dell’ascesa commerciale e sociale dei Florio con le loro tumultuose vicende private, sullo sfondo degli anni più inquieti della Storia italiana – dai moti del 1818 allo sbarco di Garibaldi in Sicilia – Stefania Auci dipana una saga familiare d’incredibile forza, così viva e pulsante da sembrare contemporanea.

RECENSIONE

Un romanzo profondo e tormentato come la Casa di cui racconta.

Vivi i personaggi della Auci, veri, veraci.

Una famiglia di lavoratori ferventi che inizia con i sogni di Paolo Florio e si realizza appieno con Vincenzo Florio.

Io stessa non sapevo che il tonno sottolio fosse un’ideazione dello stesso Vincenzo, così come la fondazione della prima fonderia in Sicilia.

Un lavoro che, però, non vedrà mai sbocciare del tutto i suoi frutti, povero Vincenzo. Nonostante i palazzi sfarzosi e le feste degne di un re, infatti, resteranno dei “portarobbe”, dei semplici facchini, per la Palermo perbene.

Dunque, lavoro, sudore, ambizione, interamente italiani.

E Palermo sullo sfondo, la vera protagonista. Una Palermo che si mostra nuda al lettore, con le sue faide interne, le sue famiglie nobili e i suoi figli più poveri. Ma anche una Palermo distrutta dalle ribellioni e dalle lotte con Napoli per la propria indipendenza.

Una Palermo storica e fantastica al tempo stesso, scenario di una famiglia nobile, che nobile non fu.

Assolutamente consigliato (non a caso il libro della Auci è in cima alle classifiche ancora dopo due anni).

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7 pensieri su “I leoni di Sicilia

  1. giomag59 ha detto:

    Capisco il tuo stato d’animo passato, che è un po’ anche il mio, ho fatto molta fatica a leggere e scrivere in questo ultimo anno. Io patisco molto il lavoro da casa, alienante a lungo andare. Per fortuna i Leoni di Sicilia li avevo letti prima della pandemia: un libro davvero molto bello, amo molto la Sicilia e il racconto mi ha riportato in posti visitati con curiosità, le cantine a Marsala, la tonnara di Favignana, dove il nome Florio è storia viva… Bentornata!

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    • Elvira Mastrangelo ha detto:

      Grazie per aver condiviso il tuo stato d’animo. Davvero.
      E ti invidio tantissimo per aver visitato quei luoghi. Io ho dovuto cercarlo tutti online e sinceramente non vedo l’ora si possa viaggiare di nuovo per poterli visitare.
      Speriamo presto!
      Inoltre, non so se ne sei già a conoscenza, ma il 24 maggio sarà disponibile ‘L’inverno dei Leoni’ che conclude la saga dei Florio.

      Piace a 1 persona

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