Questo canto selvaggio

Trama

Per anni Verity City è stata teatro di crimini e attentati, finché ogni episodio di violenza ha cominciato a generare mostri, creature d’ombra appartenenti a tre stirpi: i Corsai e i Malchai, avidi di carne e sangue umani, e i Sunai, più potenti, che come implacabili angeli vendicatori con il loro canto seducente catturano e divorano l’anima di chi si sia macchiato di gravi crimini.

Ora la città è attraversata da un muro che separa due mondi inconciliabili e difende una fragile tregua: al Nord lo spietato Callum Harker offre ai ricchi protezione in cambio di denaro, mentre al Sud Henry Flynn, che ha perso la famiglia nella guerra civile, si è messo a capo di un corpo di volontari pronti a dare la vita pur di difendere i concittadini e ha accolto come figli tre Sunai.

In caso di guerra la leva più efficace per trattare con Harker sarebbe la figlia. Così August, il più giovane Sunai, si iscrive in incognito alla stessa accademia di Kate per tenerla sotto controllo. Ma lei, irrequieta, implacabile e decisa a tutto pur di dimostrare al padre di essere sua degna erede, non è un’ingenua…

Quello che ci presenta la Schwab è un mondo davvero unico nell’universo fantasy, e non certo per la scenografia cittadina o il coinvolgimento di due adolescenti, elementi riscontrabili un po’ in tutti fantasy.

Mi è piaciuto per la sua capacità descrittiva dei mostri, o demoni se vogliamo.

A parte i Corsai, i quali mi ricordano molto gli ormai stravenduti vampiri, i Malchai e i Sunai sono davvero un unicum.

Malchai si diventa morendo di morte violenta se si è stati peccatori in vita. Le proprie ombre si staccano dai corpi per assumere l’aspetto mostruoso presentatoci dall’autrice.

I Sunai, invece, nascono da una vera e propria strage, portandosi dietro l’eco che li ha  creati.

Emozionante e per nulla scontato. La Schwab è affascinante per la sua scrittura raffinata e gli incredibili mondi che presenta.

Avvincente la trama e dal finale inaspettato (non vi nego che ho pensato Che caspiterina!).

Realistici e incredibilmente umani i due protagonisti, con le loro paure e i loro trascorsi, desiderosi di una realtà diversa.

Vi sorprenderete a chiedervi : Dove sono?

Cosa non mi è piaciuto

Gli adolescenti! Bastaaaaaaa!

Quello che mi chiedo è: ma forse un venticinquenne non sarebbe in grado di fare lo stesso? di amare allo stesso modo? di usare comunque un fucile?

Il fantasy non è letto solo da ragazzi, anzi, è un genere così ampio da attirare lettori di ogni età.

La nostra valutazione

♥♥♥♥

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