Il naturale disordine delle cose

Il naturale disordine delle cose è un romanzo che ha per protagonista Claudio Fratta, giardiniere cinquantenne che progetta e costruisce i suoi giardini ordinati e ragionati.

Sì, perché lui cerca con tutte le sue forze di sostituire il disordine della vita, che l’ha circondato da ragazzo, con i suoi giardini perfetti e calcolati al centimetro.

Eppure sembra che questa sua apparente serenità si debba infrangere quando una sera assiste ad un omicidio.

Mentre era seduto in macchina in un parcheggio di un supermercato vede un camioncino bianco investire un uomo e fuggire via. Poco dopo l’altra auto parcheggiata non troppo lontana dalla sua, passa sull’uomo inerte, steso a terra.

Decide di seguire quella Ka nera, e la sua vita sarà stravolta.

La Ka è guidata da Elisabetta Renal, e dopo pochi minuti avrà un incidente, il cui unico testimone è proprio Claudio Fratta. Prontamente soccorre la donna al volante, lasciandola al pronto soccorso.

La donna lo cerca tempo dopo, per affidargli la costruzione di un giardino, entrando nella vita del giardiniere e stravolgendola, costringendolo ad affrontare tutti i suoi fantasmi, a ripensare alla sua vita passata.

Vita che in tutto e per tutto si interseca con la vita di Elisabetta.

Riemerge il dolore per la morte del fratello, e la consapevolezza di aver contribuito affinché si avverasse, il ricordo del padre e la comprensione dei suoi perché, il rapporto incrinato con la madre.

E tutto si risolverà da sé, nel momento in cui il naturale disordine delle cose troverà la sua ragione di esistere.

Cosa mi è piaciuto

Lo stile è pulito, lineare ed attrattivo.

La sua bellezza consiste nell’essere talmente complesso da risultare di una semplicità disarmante.

Il linguaggio è forte, onesto. Non nasconde nulla. Ricco di espressività.

Nell’arco del libro entriamo sempre più nella mente del personaggio, ne seguiamo lo svolgersi dei pensieri e lo sgrovigliarsi del nodo emotivo che lo legava inconsapevolmente al suo passato.

Un libro appassionante e intenso.

Bellissimo un passo tra le prime pagine:

“Chi è pronto? Nessuno, tutti sono sempre impreparati, presi alla sprovvista. Le cose iniziano a superarti da giovane, tu le vedi passare ma pensi di avere ancora il tempo di raggiungerle. Non è vero.”

Cosa non mi è piaciuto

L’inizio è un po’ lento, e il lettore fa fatica a comprendere bene come il passato e il presente siano legati.

Mancano troppi frammenti che emergono nelle ultime 100 pagine.

Forse, però, questo è il bello stesso del libro. 

Autore: Andrea Canobbio

Editore: Feltrinelli

Pagine: 262 p.

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Il naturale disordine delle cose

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