Oltre il muro

“In effetti, a undici anni, immaginarsi sciocchezze è una vera e propria arte…”

Pepeto, detto Pepe, è un ragazzino di undici anni, che un giorno qualunque, tornando a casa, compra dei petardi in un negozio di giochi grottesco e un po’ inquietante.

Lui è il protagonista di questa avventura per nulla banale, anzi direi complessa e articolata, che lo condurrà attraverso mondi diversi.

Consapevole della marachella commessa (l’acquisto dei petardi), giunto a casa scappa in camera sua, ma qualcosa ruba la sua attenzione, conducendolo attraverso il muro!

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Da questo momento, Pepe avrà un unico obiettivo: tornare a casa.

Non ci riuscirà se non prima di aver scoperto che abbattendo o attraversando i diversi mattoni delle mura può giungere in luoghi diversi tra loro, da un prato fiorito al fondo di una fontana, ad una stazione ferroviaria.

Altrettanto variegati sono i personaggi che incontra, alcuni più strambi e spaventosi di altri, che sembrano non avere intenzione di aiutare il giovane sperduto se non indicandogli di volta in volta la strada da percorrere o da evitare.

Altre volte lo ignorano del tutto!↓

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Ciò che lo spingerà a cercare una via di fuga si presenta a noi come un ringhio che il ragazzino sente sta per raggiungerlo. Un ringhio di un grosso animale feroce!

Solo alla fine, quando sarà raggiunto dall’animale, scopriamo il vero senso di questo viaggio: la fuga dalla realtà per sfuggire ad un dolore peggiore della paura della belva.

Cosa mi è piaciuto

Mi sono piaciuti tantissimo i personaggi. Senza escluderne nessuno! Sono particolari e davvero conturbanti e unici nel loro genere. Una ventata di freschezza e innovazione, insomma, in un mondo letterario che spesso mette in scena mostri triti e ritriti.

Il messaggio finale. Pepe fugge attraverso l’immaginazione dalla realtà triste e amara che è costretto a vivere.

La belva, metafora del dolore di Pepe che lo divora e lo distrugge come bambino, costringendolo a digerire il dolore come un adulto.

Cosa non mi è piaciuto

Dopo aver letto il mio primo fumetto di Sandoval Il cadavere e il sofà, questo, devo dire, non mi ha fatti impazzire come il primo.

Sarà perché il primo amore non si scorda mai, ma quando leggevo l’altro mi ero distaccata dal mondo.

Questo è stato meno WOW, anche se i disegni sono fenomenali e i colori, che definiscono le emozioni dei personaggi, sono eccezionali.

Forse la storia non mi ha convinta tanto, né il finale.

Autore: Pierre Pauet, Tony Sandoval

Editore: Tunué

Pagine: 89 p.

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