Dell’amore e di altri demoni

Questo libro è diverso dagli altri che ho letto. Quando ho finito di leggerlo non ho pensato “che bello”, “lo rileggerò”, “peccato che è finito”.

In mente non avevo quasi pensieri, se non una strana sensazione. Non riesco a descriverla chiaramente. Ero amareggiata e un p0′ triste.

I demoni citati compaiono sotto forma delle emozioni umane, delle credenze, delle riflessioni e dei pensieri che tormentano lo spirito dei personaggi attraversando questo libro. Partendo proprio dall’amore, che da subito si dimostra assente!

L’autore dice di aver tratto spunto dalla chioma rossa che vide fuori uscire da una tomba antica nel convento delle clarisse di Cartagena.

Quei capelli fanno nascere nella sua mente la giovanissima Sierva Maria de Todos los Angeles, protagonista de “Dell’amore e di altri demoni”.

Nata per errore e abbandonata subito dopo alle cure di una servitù di colore schiava del secondo marchese di Casalduero, cresce imparando le lingue e le usanze proprie dei suoi allevatori.

La madre la odia e ne è inquietata. Il padre neanche ricorda quanti anni abbia. Quando al mercato venne morsa da un cane rabbioso, il marchese, temendo di perderla, cercherà di creare con lei un rapporto affettivo.

Il carattere però di Sierva Maria  non è cosa da poco! Mente sempre, come un’abitudine consolidata, ed è restia a qualunque domesticazione.

Verrà rinchiusa dal padre in un convento, temendo che sia posseduta, in ottima salute, per scongiurare la malattia!

Qui la sua vita si intreccia a quella di Delaura, prediletto del vescovo, che si scopre innamorato della bellissima bambina dai capelli rossi! Amore che li porterà, infine, a penitenze e morte.

Personaggi che non sanno reagire a ciò che gli capita, trascinati dalla loro solitudine in effimeri miraggi di amore e di salvezza. Sono però degli sconfitti dalla loro prima entrata in scena.

Meravigliosa Sierva Maria, l’unica che cerca di reagire chiudendosi nel suo silenzio. Incredibili le sue descrizioni mentre sventra un agnello o canta in lingue africane, o semplicemente mentre si rigira la treccia lunga intorno la testa.

La sua debolezza è l’affidarsi a chi non avrebbe mai potuta davvero aiutarla.

Da leggere e da rifletterci sopra con attenzione.

Autore: Gabriel Garcìa Màrquez

Editore: Mondadori

Pagine: 149 p.

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Dell’amore e di altri demoni (Oscar classici moderni Vol. 225)

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